Roma 10-11 gennaio 2014



Palestina raccontata è un viaggio.

 Un viaggio che a sua volta è una somma di viaggi e di racconti di viaggio. Viaggi compiuti e narrati da pellegrini, religiosi, autorità di stati o imperi occupanti, diplomatici, esploratori, turisti o cooperanti. Viaggiatori diversi che visitavano una terra dai diversi nomi: a seconda degli occhi di chi la guardava, è stata chiamata Palestina, Israele, al-Shâm, e ancora Territori Occupati, Terrasanta, Terrapromessa .

E il loro viaggio lo raccontano anche i palestinesi, che continuano a percorrere la loro terra - spesso orrendamente trasformata, deturpata, martoriata, ma pur sempre amata. Vi cercano le tracce della loro storia e del loro passato, sì da essere in grado di mostrare, dopo secoli di usurpazione identitaria, la ricchezza della loro cultura, la complessità della loro storia, la grandezza dei loro eroi e soprattutto dei loro maestri. Un racconto che dipanano per loro stessi e per i loro figli, ma che offrono anche allo straniero per aiutarlo a capire se stesso, quello che nei secoli ha manipolato e spesso stravolto a proprio uso e consumo senza sensibilità alcuna nei confronti dei più o meno radicati indigeni delle migrazioni.

Sono tanti i metodi e i linguaggi che ci permetteranno di capire, di cogliere sfumature e complessità: il linguaggio dei media e delle informazioni troppo spesso urlate e superficiali, il teatro e il cinema, la mostra e il documentario, la letteratura e la musica, la poesia e la danza. Perché non basta una sola lingua per raccontare una terra che ha accumulato su di sé migliaia di storie, alcune delle quali affondano le loro radici in un passato lontano, mentre altre sono il prodotto dei recenti orientalismi dalle forme ed espressioni sempre nuove e variegate, che spesso sono state elevate a tradizione e ammantate di veridicità pur senza avere radice alcuna se non in un recente immaginario sapientemente costruito. 

Non a caso il percorso che proponiamo inizia proprio con le voci dell'Occidente, con le voci di un occidente cristiano, che, appena comparso sulla scena politica, è entrato a piedi uniti nell'arena geopolitica locale, imponendo sin dal tempo della dominazione romana i paesaggi, urbani ed umani, religiosi e del lavoro, cominciando di fatto quella manipolazione e pratica coloniale, senza riuscire però ad annientare del tutto la cultura esistente. Interesante sarà infatti mostrare come, nonostante tutto, i palestinesi siano stati in grado di conservare una cultura propria antica, profonda e affascinante; e continuare a produrre arte e artisti, riflessioni e aggiornamenti, pur sotto la continua minaccia di vedere i propri capolavori distrutti e cancellati. Eppure si è sempre pronti a ricominciare.


 

Joomla templates by a4joomla - Realizzato da Stefano Tumolo